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LA DONNA CHE ASPETTA IL PERMESSO DI DESIDERARE

Partiamo dalle belle notizie.

Se sei qui significa che senti che il rapporto con il tuo desiderio ha bisogno di spazio. E con spazio non intendo “più tempo” o “vediamo se passa”. Intendo uno spazio di cura. Di ascolto vero.

Quindi sì, sei nel posto giusto.

 

La cattiva notizia è che probabilmente è da tanto che vivi con una testa piena di domande.

“Cos’è che non va in me?”
“Ma io cosa voglio davvero?”
E a volte… "chi voglio davvero?"

Se sei in una relazione, si aggiungono anche queste:

“Ma perché amo e mi sento così?”
“È normale che non senta più desiderio come prima?”
“E se il problema fossi io?”
“E se lei se ne accorgesse e non le bastasse più?”

E quella che fai più fatica a dire: “E se desiderassi altro — o qualcun’altra?”

 

E a un certo punto arriva anche quella parola lì: “Sto impazzendo?”

No. Non stai impazzendo.

Anche se quello che senti non rientra in quello che hai sempre pensato di essere.

Hai solo smesso, da un po’, di esplorare. E soprattutto di darti il permesso di desiderare.

 

Ti faccio un esempio semplice (anche un po’ strano).

I carciofi.

Se per anni non ti sono piaciuti e poi cambi idea, non ti punisci per questo.
Non ti chiedi cosa c’è che non va in te.

Li riassaggi.

E se invece ti sono sempre piaciuti e un giorno non ti piacciono più?

Non pensi che “sono rotti”.

Ti fermi.
Senti.
Capisci cosa è cambiato.

 

Perché con il desiderio non fai lo stesso?

Quando cambia, si spegne, si sposta…perchè non resti a capire.

Ma ti chiudi. Smetti di esplorare. Smetti di nutrire. E inizi ad adattarti.


Questo è il punto in cui sei

Non sai più bene cosa vuoi. Ma sai che così non ti basta.

Ti senti spenta. Disconnessa.

Ti chiedi se quello che provi è “giusto”… invece che se è tuo.

E quindi il desiderio sembra sparito. Ma non è sparito.

È che non lo stai nutrendo. Non gli stai dando spazio.

Lo tieni fermo. Lo controlli.

Solo che con il tempo il desiderio non diventa più semplice. Diventa sempre più lontano.


E qui succede una cosa importante

Ti abitui.

Ti abitui a una relazione che funziona… ma non ti accende.
A un corpo che risponde… ma non guida.
A una vita che va avanti… ma non si espande.

E la parte più difficile è questa: non fa abbastanza male da farti cambiare subito.


E allora resti lì: a sperare che qualcosa torni da solo. Ma se non è successo fino ad oggi stai certa che non succederà da solo domani.

Tra il sentire che qualcosa manca e riuscire a capire cosa vuoi davvero c’è uno spazio.

Ed è lì che ti fermi.

Ma il tuo desiderio non è sparito. È che lo stai cercando nei posti sbagliati.

Nel fare di più.

Nel dare di più.

Nel cercare di capire meglio l’altra.

Nel tentativo di far funzionare qualcosa che dentro di te non sta più funzionando.”

Non ti manca il desiderio.Ti stai allenando a ignorarlo.E ignorarlo non lo farà tornare.

UNA PICCOLA PRATICA PER TE:

"Il primo permesso"

Prenditi 10 minuti sola.

Prendi carta e penna e rispondi alle domande, senza provare a sistemare le parole:

  • C'è qualcosa che ho sempre voluto — nel corpo, nella relazione, nella vita — e che non ho mai permesso a me stessa di avere davvero?
  • Cosa mi sono detta per giustificare questo silenzio? Cosa mi racconto per continuare ad evitarlo?
  • Se non avessi paura delle conseguenze, cosa inizierei a sentire oggi?

Non cercare una risposta giusta. Cerca solo di ascoltare. 

HO PREPARATO QUALCOSA DI PIÙ PER TE.

Il lavoro adesso non è trovare il desiderio ma è creare le condizioni perché possa tornare.

Per questo ti lascio questo video sull'intelligenza sessuale.

Non per dirti cosa dovresti sentire ma per iniziare a riconoscere i segnali che il tuo corpo ti manda già e che hai imparato a ignorare.

Perché il desiderio non si costruisce. Si accoglie e si accompagna.

Se senti che non vuoi più restare qui 

 a metà tra “so che qualcosa manca” e “non so cosa fare” 
candidati a una call con me

È uno spazio per capire se sei pronta a smettere di trattenerti e iniziare a prenderti cura di te.